Foglio bianco

Una fredda e bagnata giornata di una primavera ancora troppo titubante ad arrivare,
ascolto il fruscio della domenica, i suoi pigri rumori in lontananza, forse un po’ annoiati.
Una musica suona in qualche casa più in là, persone che ridono ricordano un giorno di festa, forse d’estate.

Ti guardo, ci guardiamo, senza pronunciar parola alcuna.
Oggi siamo io e te.

Dimmi, cosa vorresti raccontare?
Di quali eroiche gesta vorresti narrare, quali paesaggi vorresti mostrarmi,
quali istantanee tirerai fuori da tuo cassetto?

Chiudo gli occhi, cercando di intuire dove vorrai condurmi.
Le immagini si susseguono veloci, senza apparente connessione tra loro.
Luoghi conosciuti, volti amati, attimi lasciati al passato o alla fantasia soltanto,
talmente vividi da poterne percepire ogni profumo, ogni emozione, ogni loro essenza.

Dove vuoi portarmi oggi?

Potremmo camminare, passo dopo passo, su un solitario sentiero, addentrandoci nella magia di un fitto bosco,
e, seguendo il ritmo del nostro respiro, arrivare fino alla cima più alta e da lì osservare l’immenso.

Potremmo sdraiarci su un verde prato d’altura, il sole ci scalda l’animo,
respiriamo, mentre una brezza leggera ci accarezza il volto,
sussurrandoci piano poesie di altri tempi.

O potremmo tornare tra asfalto e cemento, seduti su un freddo gradino, mentre i ricordi affiorano tutti,
trafiggendoci l’animo tra una lacrima ed un sorriso.

O, ancora, potremmo immergerci nell’azzurro di limpide acque, in un silenzio ovattato, privo di pensieri,
lasciarci cullare dalla pace della sua danza e del fruscio delle sue onde,
leggeri, nulla, nessuno attorno.

Potremmo…
Ma tu ancora non sai, ancora non sai rispondermi.

O è forse di uno sguardo che vuoi riempire il mio animo?

Quello stesso sguardo per per cui già mille, migliaia di volte abbiamo scritto,
e per il quale ancora mille, migliaia di volte scriveremo?

Oppure quello di un distratto passante di cui potremmo immaginare una intera vita
e dipingerne decine differenti;
chissà se una di loro direbbe la verità…

O, ancora, vorresti semplicemente descrivere una realtà parallela mai da nessuno esplorata,
o – potrebbe, e perché no? – da qualcuno già fin troppo ben conosciuta…

O, forse…

Forse per oggi è semplicemente tutto qui.
Ti guardo, ci guardiamo, senza pronunciar parola alcuna.

Oggi siamo io e te
e, forse, il nostro silenzio è già abbastanza.


(maggio 2019)

foto:
mio scatto


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